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Serie Pioneer

La SPR innovativa ad alta sensibilità

Il Pioneer è una piattaforma SPR (Surface Plasmon Resonance) ad alte prestazioni e completa automazione. Inalzando ancora il livello dell'analisi label-free delle interazioni biomolecolari, il Pioneer è stato disegnato per fornire dati di massima accuratezza anche nei casi più estremi, come il drug discovery, lo studio di piccole molecole anche <70Da, lo studio d'interazioni deboli, etc. Ultra sensibile, il Pioneer rimane la soluzione SPR ideale anche per applicazioni più tradizionali come la selezione e lo screening di anticorpi, il ligand fishing o lo studio d'interazioni proteina-proteina. Il Pioneer offre in esclusività l'innovativa tecnologia diSPR (Dynamic Surface Plasmon Resonance) con l'iniezione OneStep™ a gradiente continuo, che oltre a consentire la determinazione di tutte le costanti dell'interazione in un'unica iniezione consente il calcolo del coefficiente di diffusione dell'analita per la stima del peso molecolare in soluzione, molto utile per la risoluzione delle interazioni complesse coinvolgendo ad esempio diversi siti, cambiamenti conformazionali o aggregazione.

2017 Brochure Serie Pioneer
Produttore FortéBio
Tecnica Surface Plasmon Resonance: SPR e diSPR®
Applicazione Stabilità, Aggregazione, Interazioni, Label-free


Con 3 canali e 2 piastre porta campioni da 96 o 384 pozzetti, il Pioneer offre una grande capacità di through-put e una massima flessibilità nell'impostazione degli esperimenti grazie a numerose tipologie d'iniezione (simultanee, in sequenza, multipla, fast, etc.), trasferimento, miscela e diluizioni automatiche, controllo di temperatura dell'analisi e dell'autocampionatore indipendenti, e la possibilità di programmare esperimenti SPR fino a 72 ore di autonomia.   

Pioneer FE, progettato specificatamente par il FBLD o FBDD*

Ultimo nato della serie Pioneer, il Pioneer FE è stato disegnato per affrontare le sfide legate allo screening di frammenti o piccole molecole. Il Pioneer FE fornisce i dati di affinità (KD) dai screen primari e consente così d'individuare rapidamente i leads tra i candidati. Associando l'innovativa Dynamic Injection SPR (diSPR®) e l'unico Actives Selection Software appositamente sviluppato, il Pioneer FE offre un significativo guadagno di tempo nei screening per l'identificazione e la caratterizzazione label-free di principi attivi.

*Fragment-Based Lead Discovery o Fragment-Based Drug Discovery  

Perché scieglere il Pioneer FE con la diSPR® e l'Actives Selection Software?

  • Per essere in grado di prendere decisioni in fase iniziale di screening grazie a dati affidabili di affinità (KD) e dati cinetici (ka, kd) direttamente dallo screen primario.
  • Per ottenere i primi risultati più rapidamente: completamente automatizzato, il Pioneer FE richiede uno sviluppo metodo minimale per arrivare ad identificare i candidati (o il candidato).
  • Per ottimizzare i flussi di lavoro: identificazione automatica ed affidabile dei leads e simultanea eliminazione dei candidati negativi.
  • Per la riproducibilità dei risultati: approccio oggetivo d'identificazione dei leads.
  • Per una maggiore fiducia nella selezione dei hits grazie all'Actives Selection Software, 'primo della classe' validato dall'industria.
  • Per l'alta capacità di through-put: fino a 768 campioni in 24 ore.

Actives Selection Software: identificazione dei frammenti positivi

L'analisi dei dati di screening di librerie di frammenti o piccole molecole può richiedere giorni di lavoro per 1 singolo screen. Un software di selezione dei leads integrato al software d'analisi dei dati costituisce un aiuto decisivo per velocizzare il trattamento dei dati. Un nuovo metodo di selezione dei candidati positivi è stato sviluppato in collaborazione con i ricercatori di Genentech e GlaxoSmithKline ed implementato all'interno del pacchetto software d'analisi dei dati QDat. I dati di screening provvenienti da diversi sensori (chips), diversi giorni, diversi utilizzatori o diversi strumenti vengono normalizzati in modo da consentire i paragoni per un'intera campagna di screening e la selezione dei lead da un set globale di dati. 

Specifiche tecniche

PIONEER PIONEER FE
N° di canali della cella a flusso : 3 idem
Campo di indici di Rifrazione: 1.33 - 1.40 idem
Rumore a breve termine: < 0.1 RU Rumore a breve termine: < 0.035 RU
Rumore a lungo termine: < 0.3 RU/min idem
Flow Rate: 0.1-150 μl/min. idem
Volume di iniezione: 2-700 μl idem
Controllo della temperatura : da 4°C a 40° C bi-zona indipendente (piastre e cella) idem
Limite di rivelabilità : <70 Da idem
Volume morto tra i due canali: < 20 nl idem
Sottrazione del riferimento in tempo reale: Si idem
Caricamento del campione: automatico idem
Capacità: 2 piastre porta campioni Capacità: 2 piastre porta-campioni + 2 piastre reagenti
Configurazione piastre porta-campioni: 96 pozzetti, 384 pozzetti o piastra mista piccoli/grandi volumi idem
Robot XYZ : trasferimento, diluizioni e caricamento automatici idem
Iniezioni simultanee: Si (2 loop d'iniezione) idem
Iniezioni a gradiente: Si Iniezioni a gradiente: Si, OneStep, NeXtStep 0.1-200uL/min                     
Degassaggio in linea dei buffer: Si idem
Acquisizione dati variabile: 1-20 Hz idem
Automazione: fino a 72 ore idem
ka : 102-108 M-1.s-1 ka : 102-109 M-1.s-1
kd :10-6-0.1 s-1 kd :10-6-2.5 s-1
KD 10-3 - 10-12 M
Concentration 10-3 - 10-12 M


COOH1

Il biosensore COOH1 è una chimica superficiale bidimensionale a bassa capacità che comprende uno spaziatore di polietilenglicole (PEG) con acidi carbossilici terminali. Questa superficie è particolarmente utile dove può verificarsi il legame della lectina o dove non sono desiderati rivestimenti in destrano. Il couplin amminico è il metodo standard di immobillizazione per i sensori COOH1 e la sua capacità di accoppiamento è la più bassa tra i biosensori carbossilici. Gli usi tipici sono lo studio di interazioni tra saggi grandi molecole (> 25 kDa) e test di cinetica enzimatica.

CDL

Il biosensore CDL è una chimica tridimensionale di media capacità costituita da uno strato sottile di destrano con acidi carbossilici. Lo spacer di destrano è eccellente per la riduzione del legame aspecifico ed è biocompatibile con una vasta gamma di molecole. Il coupling amminico è il metodo standard di immobilizzazione per i sensori CDL e la sua capacità di accoppiamento è intermedia tra i biosensori COOH1 e CDH. Gli impieghi tipici sono la misura cinetica di molecole di medie (> 1 kDa) e grandi dimensioni (> 25 kDa).

PCH

Il biosensore PCH è una chimica tridimensionale ad alta capacità, composta da uno strato di idrogel in policarbossilato lineare. Questo biosensore contiene un elevato numero di gruppi funzionali carbossilici che permettono una grande quantità di destinazione per essere accoppiati sulla superficie. l’immobilizzazione di una grande quantità molecole sulla superficie. Trova largo impiego nello studio delle interazioni con piccole molecole o per interazioni con target a bassa attività di legame. Il coupling amminico è il metodo standard di immobilizzazione per CDH. La sua capacità di accoppiamento è più alto rispetto ai biosensori CDL.. Questa superficie è anche utile dove è preferito l’impiego di un idrogel di base privo di destrano per ridurre o limitare eventuale binding aspecifico.

      

CDH

Questo biosensore CDH è una chimica tridimensionale ad alta capacità che utilizza uno spacer di idrogel di destrano di media lunghezza con acidi carbossilici. Questo biosensore contiene un elevato numero di gruppi funzionali carbossilici che permettono l’immobilizzazione di una grande quantità molecole sulla superficie. Trova largo impiego nello studio delle interazioni con piccole molecole o per interazioni con target a bassa attività di legame. Il coupling amminico è il metodo standard di immobilizzazione per CDH. La sua capacità di accoppiamento è più alto rispetto ai biosensori CDL.

HISCAP

Il biosensore HisCap è una chimica dell'idrogel tridimensionale derivata dal biosensore COOH5. È modificato con gruppi funzionali di acido nitrilotriacetico (NTA) che chelano gli ioni di nichel per la cattura selettiva di bersagli con la sigla 6X e 10X. Questa superficie può essere parzialmente rigenerata iniettando Imidazolo, EDTA o altri reagenti simili che competono per il nichel. Gli usi tipici sono piccole molecole o cinetiche peptidiche con bersagli proteici marcati His.

SCHIAVON

Il biosensore è costituito da Strepavidina immobilizzata in un idrogel tridimensionale di carbossimetildestrano idrogel per consentire la cattura selettiva irreversibile di ligandi contenenti biotina. Ha una capacità di immobilizzazione intermedia che lo rende ideale per lo studio di cinetiche con molecole di medie (> 1 kDa) e grandi dimensioni (> 25 kDa).

AVCAP

Il biosensore AvCap è una chimica tridimensionale derivata dal biosensore COOHV. È modificato con gruppi funzionali di Biotina su un breve distanziatore che consente la cattura selettiva irreversibile delle proteine ​​di Avidin. Questa chimica è utile per catturare i coniugati preparati con le proteine ​​di Avidin.

HisCap

Il biosensore HisCap si basa su una chimica tridimensionale con idrogel non-destrano. È stato modificato con gruppi funzionali di acidi nitrilotriacetic (NTA) che chelano ioni nichel per la cattura selettiva di 6x e 10x His-Tag target. Questa superficie può essere parzialmente rigenerata tramite l’iniezione di imidazolo, EDTA o altri reagenti simili che competono per il Nichel. Usi tipici sono lo studio di interazioni di piccole molecola o peptidi cinetica con target proteici contenenti un HIS-tag.

Cerchi una misura più semplice e diretta del legame vaccino/antigene-anticorpo?

Stai ancora utilizzando saggi SRID o ELISA per titolare virus e vaccini…? c'è una soluzione più precisa e riproducibile! La tecnologia Bio-Layer Interferometry (BLI) della piattaforma Octet® utilizza un metodo di misura del legame vaccino / antigene-anticorpi più semplice e diretto.


Caratterizzazione di biosimilari e altre biomolecole terapeutiche

Il mercato biofarmaceutico è in costante crescita e dal punto di vista analitico le sfide sono numerose: infatti, la caratterizzazione di una biomolecola terapeutica richiede uno sforzo tecnologico e analitico di gran lunga superiore a quello richiesto per lo sviluppo e la caratterizzazione di una molecola chimica. Dalle fasi di ricerca fino allo sviluppo e al controllo di processo risulta quindi fondamentale disporre di tecniche analitiche ortogonali per la conferma delle diverse caratteristiche oggetto di studio.


Una misura più semplice e diretta del legame vaccino/antigene-anticorpo

La tecnologia Bio-Layer Interferometry (BLI) della piattaforma Octet consente una misura più semplice e diretta del legame vaccino/antigene-anticorpo combinando le caratteristiche high-throughput di un formato a 96 o 384 pozzetti con miglioramenti di precisione e riproducibilità.


L'utilità della diSPR in FBDD - Testimonial Genentech

Presentazione di 24 slides descrivendo perché e come la tecnica diSPR (Dynamic Injection Surface PLasmon Resonance) si è rivelata utilissima in Genentech per gli esperimenti di Fragment Based Drug Discovery.


diSPR e Fragment Based Drug Discovery

Questo documento descrive l'utilità dell'innovativa tecnica Dynamic Injection Surface Plasmon Resonance diSPR® per il Fragment Based Lead Discovery, o come velocizzare la presa di decisione, grazie a dati di affinità ottenuti già dallo screening primario.


Monitoraggio di binding multi-siti con SPR

L’innovativo sistema di iniezione OneStep, implementato sulla piattaforma SPR Pioneer, permette di ottenere un gradiente di concentrazioni dell’analita di diversi ordini di grandezza. L’alta risoluzione dei risultati, garantita proprio dal continuo range di concentrazioni generato, permette di discriminare diversi modelli di interazione e risolvere interazioni complesse come legami multisito, con una unica iniezione.


diSPR e aggregazione

La piattaforma SPR Pioneer di SensiQ implementa l’innovativo sistema di iniezione diSPR OneStep grazie al quale è possibile rilevare lo stato di aggregazione di un campione biomolecolare e misurare tutte le costanti dell’interazione, simultaneamente ed in un unico esperimento.

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